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Fatturazione elettronica

SdI, conservazione e cambio gestionale: cosa trasferire davvero

Separare trasmissione, consultazione e conservazione; verificare XML, ricevute, allegati e continuità dell’archivio prima della disdetta.

Verificato il 2026-10-23

Tre funzioni da verificare separatamente

Il Sistema di Interscambio gestisce controlli e recapito delle fatture; la conservazione a norma è un processo distinto dalla semplice memorizzazione del file. La guida dell’Agenzia delle Entrate chiarisce questa distinzione. Nella scelta del gestionale chiedete quindi chi trasmette, dove consultate gli esiti e chi assicura la conservazione. Non ricavate dal buon esito di un invio la conclusione che tutti i documenti storici siano già inclusi nel servizio di conservazione.

Fonte ufficiale ↗

Scenario: 200 fatture al mese e un commercialista

Esempio illustrativo: una piccola impresa cambia programma con fatture già pagate, rate aperte, note di credito e documenti scartati. Prima del passaggio costruite un campione comprendente ciascun caso. Fate distinguere importazione dello storico e nuovo invio allo SdI, per evitare duplicazioni. Concordate con il commercialista i controlli di quadratura e le responsabilità sui documenti ancora in lavorazione; non attribuite automaticamente al nuovo software una pratica rimasta aperta nel precedente.

Provare un’esportazione completa

La guida Aruba descrive il download di fatture e documenti collegati, con formati diversi secondo il documento: XML, PDF, eventuale P7M e pacchetti relativi alla conservazione. Usate questa distinzione per preparare una lista di controllo valida per ogni candidato. Richiedete un campione con ricevute, allegati e riferimenti stabili, poi apritelo fuori dal gestionale. Un PDF leggibile è utile alla consultazione, ma non dimostra da solo la completezza del materiale necessario al trasferimento.

Fonte ufficiale ↗

Definire il confine della migrazione

Chiedete se verranno importati clienti, prodotti, scadenze, pagamenti, collegamenti alle note di credito e documenti ricevuti, oltre a quelli emessi. Fate specificare cosa resta soltanto consultabile nell’archivio precedente. Per i canali di ricezione, assegnate una persona alla verifica delle impostazioni e della prima fattura ricevuta. Scegliete una data di passaggio con esportazione finale delle modifiche e mantenete una riconciliazione dei due sistemi finché i documenti in corso sono chiusi.

Mettere per iscritto la continuità dell’archivio

Nel preventivo fate separare importazione, spazio, utenti, assistenza e mantenimento dell’archivio dopo la cessazione. Chiedete chi consegna i pacchetti conservati, in quali tempi e con quale documentazione, e chi ne verifica la presa in carico. La durata e la modalità da applicare al vostro archivio vanno concordate con il commercialista e il responsabile del processo. Non chiudete il vecchio contratto sulla sola base della presenza di una funzione «backup» nel nuovo.

La tua lista di verifica

  1. Quali documenti sono effettivamente in conservazione e come possiamo verificarlo prima della disdetta?
  2. Il trasferimento comprende XML, ricevute, allegati e pacchetti conservati, oppure solo copie PDF?
  3. Chi gestisce scarti e note di credito iniziati nel precedente programma?
  4. L’importazione dello storico può generare un invio duplicato e come viene impedito?
  5. Quali accessi e costi restano dopo la cessazione del vecchio servizio?
  6. Il commercialista ha verificato saldi, documenti e continuità dell’archivio su un campione?

Fonti consultate

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